Conti deposito: cosa sono e come funzionano?

I conti deposito sono strumenti d’investimento che si contraddistinguono dai conti correnti tradizionali per alcune loro funzionalità.

Innanzitutto, essendo strumenti d’investimento il loro fine è solo quello di ottenere una rendita finanziaria dal deposito dei risparmi del cliente.

I conti deposito hanno solo limitate funzioni, ovvero il versamento e il prelievo da e per il conto corrente personale. Ogni conto deposito deve infatti avere un cosiddetto “conto d’appoggio”, ovvero un conto corrente tradizionale dal quale il cliente può inviare il denaro sul conto deposito e da quest’ultimo ritirarlo.

Alcune banche fissano dei vincoli sul prelievo delle somme per uno specifico periodo, in questa maniera il cliente potrà ritirare solo una parte del proprio denaro depositato.

Perché aprire un conto di deposito?

Il conto di deposito si apre essenzialmente per ottenere un guadagno dal semplice deposito di denaro in questi conti appositi. Ogni banca poi fissa un tasso di interesse annuo a favore del cliente, che diventerà la rendita finanziaria.

Se per esempio un cliente dovesse versare 100.000€ sul conto deposito e la banca dovesse impostare un tasso di interesse annuo dello 0,30%, significherebbe che il cliente ogni anno avrebbe guadagno 300€ lordi senza fare assolutamente nulla.

Perché lordi? In Italia le rendite finanziarie sono tassate al 26%. Dunque, per ottenere l’importo netto è necessario calcolare prima il 26% di 300€, ossia 78€, e poi sottrarre la rendita lorda a quest’ultima cifra, ossia 222€.

Possiamo notare come con il conto deposito un cliente di una banca può ottenere una rendita solamente risparmiando il proprio denaro. Lo strumento d’investimento diventa molto interessante, soprattutto se si considera che i rischi sono molto bassi.

Perché il conto deposito è uno strumento sicuro?

L’unico rischio che può correre il cliente arriva nel caso in cui la banca dovesse fallire, ma per i cittadini europei che si sono affidati a banche con sede in un Paese UE anche questo rischio può venire meno.

Infatti, tutte le banche attive nell’Unione Europea sono obbligate a fornire un’assicurazione fino a 100.000 euro per ogni cliente (Direttiva Comunitaria 2009/14/CE). Ciò significa che ogni depositante sa di avere al sicuro i propri fondi fino a 100.000€ anche in caso di fallimento dell’istituto bancario dove è stato aperto il conto.

Inoltre, le banche italiane devono per legge aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce una disponibilità economica sino a 100.000€ per ogni depositante.

Le banche con sede extra UE non sono ovviamente tenute a seguire questi obblighi.

Non essendo un conto corrente tradizionale non sarà possibile accreditare lo stipendio, la pensione, ritiro o versamento presso sportelli bancomat, addebitare bollette o fare semplici bonifici da parte di terzi. Solo dal conto d’appoggio infatti è possibile effettuare transazioni sul conto di deposito. Ciò rende quest’ultimo anche molto più solido dal punto di vista della sicurezza.